Apogeo Records firma la soundtrack di Le Catacombe di Napoli

Il secondo documentario prodotto da Upside Production

L'etichetta discografica Apogeo Records firma con le canzoni del suo catalogo Le Catacombe di Napoli, il nuovo documentario prodotto da Upside Production con la regia di Andrea De Rosa. I brani che compongono la soundtrack provengono tutti da Mirror, l'album di debutto del giovane e talentuoso compositore partenopeo Damiano Davide, pubblicato per il roster New Generation il 29 Gennaio 2021.

La pellicola, in onda Sky Arte Lunedì 19 Aprile alle 20:15 e disponibile, immediatamente dopo, su NOWTV, è il primo prodotto audiovisivo scritto e pensato sul doppio binario di un corso di alta formazione e di un documentario. Il progetto, infatti, nasce dalla collaborazione fra Fondazione di Comunità San GennaroSky Arte e Federica Web Learning (federica.eu), il Centro di Ateneo per la sperimentazione e la diffusione della didattica multimediale dell’Università degli Studi di Napoli Federico II

Le Catacombe di Napoli, il primo docu-MOOC

Le Catacombe di San Gennaro, di San Gaudioso e di San Severo, le più grandi del Sud d’Europa, spalancano così le proprie porte per raccontare un percorso alla scoperta di un modello di gestione dal basso dei beni storici artistici del nostro paese che diventa poi restituzione al grande pubblico della nostra storia, da una parte, e materia prima per un percorso gratuito di alta formazione, dall’altra, strutturato su cinque grandi temi/materie: Archeologia, Storia, Architettura, Economia e Filosofia.

Tra i protagonisti del percorso: Luca Arcari, Nicola Flora, Giovanni Multari, Gioconda Cafiero, Alessandro Cavalli, Alfredo Buccaro,Susi Galeone, Enzo Porzio e Don Antonio Loffredo.

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Avevamo un patrimonio potente e prezioso come quello delle Catacombe – ci spiega Don Antonio Loffredo, parroco visionario che dodici anni fa ha innescato questo meccanismo magico e virtuoso – e abbiamo deciso di recuperarlo affidando il restauro e la messa a norma ai ragazzi del luogo che avevano bisogno di un lavoro per uscire da percorsi difficili. Riportata alla luce questo splendore le alternative potevano essere due: affidare la gestione di questo patrimonio a qualche struttura esterna, calata dall’altro; oppure restituire questa bellezza alla gente del posto, ai giovani, perché ne facessero un lavoro.”